POSIZIONE CIDA SULLA PEREQUAZIONE DELLE PENSIONI
Cari colleghi,
il Direttivo ADPRAI ha raccolto alcuni articoli sulla mancata perequazione delle pensioni superiori a 4 volte il trattamento minimo.
Come potrete leggere voi stessi, CIDA e le altre Associazioni stanno facendo pressioni sui partiti di Governo per scongiurare un provvedimento che ridurrebbe notevolmente, e in via permanente, il potere d'acquisto dei pensionati ex dirigenti.
Pubblichiamo di seguito il testo di Stefano Cuzzilla, Presidente di CIDA - Confederazione Italiana Dirigenti e Alte Professionalità, in merito al mancato adeguamento all'inflazione delle pensioni superiori a 4 volte l'importo minimo, previsto nella manovra emanata dal Governo.
PENSIONI: BASTA SACRIFICI SEMPRE AGLI STESSI
Tale provvedimento farà perdere ai pensionati della dirigenza fino a 200mila euro in 14 anni, con il rischio di un'ulteriore penalizzazione di 3mila euro nel solo 2027.
È il bilancio dei ripetuti interventi sulla rivalutazione delle pensioni medio-alte che, dal 2012 a oggi, hanno progressivamente eroso il valore degli assegni di chi ha versato contributi previdenziali elevati durante la propria vita lavorativa.
Per i pensionati della dirigenza, i blocchi e le limitazioni alla perequazione automatica hanno già determinato una perdita di potere d'acquisto superiore al 21%.
Le simulazioni CIDA indicano, per il 2027, un divario rispetto alla piena indicizzazione del 2,07% per una pensione da 5.500 euro lordi mensili e del 2,24% per una da 10.000 euro.
Nel concreto, per un Quadro Superiore / Dirigente con una pensione di 5.500 euro lordi mensili, la perdita cumulata dal 2012 raggiunge circa 96mila euro, l'equivalente di 17 mensilità nette, con altri 1.530 euro stimati nel solo 2027. Per le pensioni di importo più elevato, il conto può arrivare a sfiorare i 200mila euro.
A pesare è soprattutto l'effetto cumulativo delle mancate rivalutazioni, il cosiddetto effetto palla di neve: ogni adeguamento parziale all'inflazione riduce la base sulla quale vengono calcolate le rivalutazioni successive, ampliando progressivamente il divario rispetto a una pensione pienamente indicizzata. Le perdite, quindi, non si esauriscono nell'anno in cui vengono applicate, ma si consolidano nel tempo.
"Quattordici anni di penalizzazioni hanno già prodotto perdite molto rilevanti e ora, con la prossima Legge di Bilancio, rischiamo di aggiungerne altre. Non possiamo continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi cittadini, soprattutto a chi ha lavorato per decenni, versando contributi proporzionati alle proprie retribuzioni e rispettando tutte le regole".
Stefano Cuzzilla, Presidente CIDA
"Non chiediamo privilegi, chiediamo il rispetto di un patto. Le pensioni non sono un bancomat. Difendere la perequazione significa difendere il patto tra Stato e cittadini."
Per fermare questo progressivo impoverimento, CIDA chiede la soppressione dell'articolo 55 (Rivalutazione 2027 a sei fasce) del disegno di Legge di Bilancio, invitando il Governo a valutare una diversa allocazione delle risorse già previste dalla manovra.
La questione non riguarda soltanto il reddito dei pensionati di oggi, ma solleva un problema più ampio di equità e di fiducia nella tenuta del sistema previdenziale, soprattutto per le giovani generazioni.
Vi invitiamo a leggere con attenzione i contributi allegati e a diffonderli tra i colleghi.
Il Direttivo ADPRAI
Si condivide di seguito una breve rassegna delle uscite online dedicate alle posizioni di CIDA sul tema.
Le principali testate hanno ripreso i dati diffusi dalla Confederazione sulle perdite economiche subite dai pensionati della dirigenza negli ultimi 14 anni, dando risalto alla richiesta di soppressione dell’articolo 55 della manovra.
Di seguito le uscite:
Il Sole 24 Ore
Pensioni, Cida: per pensionati dirigenza fino a 200mila euro persi in 14 anni
La Confederazione chiede la soppressione dell’articolo 55 del disegno di Legge di Bilancio, invitando il Governo a valutare una diversa allocazione delle risorse già previste dalla manovra
Adnkronos
Il presidente Stefano Cuzzilla: "Non possiamo continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi cittadini, soprattutto a chi ha lavorato per decenni, versando contributi proporzionati alle proprie retribuzioni e rispettando tutte le regole"
Economy Magazine
Cida, pensioni dirigenti: fino a 200 mila euro persi in 14 anni
Nel 2027 si rischiano altri 3 mila euro. Penalizzate anche le alte professionalità del pubblico e del privato. Cuzzilla: «Non chiediamo privilegi, ma il rispetto del patto tra cittadini e Stato»
Il Diario del Lavoro
Cida, pensioni dei dirigenti: fino a 200 mila euro persi in 14 anni. Nel 2027 si rischiano altri 3 mila euro
Quotidiano Nazionale (Quotidiano.net)
Effetto ‘palla di neve’ sulle pensioni, quanto pesano le mancate rivalutazioni? Nuova stretta con la manovra 2027
I mancati aumenti rispetto all’indicizzazione piena si sommano. In 14 anni il conto arriva fino a 200mila euro. Per il 2027 gli assegni più alti rischiano tagli silenziosi di 3mila euro
QuiFinanza
Rivalutazione pensioni, 200mila euro persi in 14 anni e nel 2027 a rischio altri 3mila
La Confederazione contesta i blocchi alla perequazione per le fasce alte. L'effetto "palla di neve" erode gli assegni di quadri e manager
Orizzonte Scuola
Pensioni dirigenti, fino a 200mila euro persi in 14 anni. CIDA: “Nel 2027 si rischiano altri 3mila euro”. Chiesta la modifica della Manovra
La Tecnica della Scuola
Pensioni dirigenti, la CIDA: “Fino a 200 mila euro persi in 14 anni”. E chiede la soppressione dell’articolo 55 della manovra 2027
News Istruzione
Pensioni dirigenti, CIDA: tagli fino a 200mila euro in 14 anni
Secondo le stime CIDA, le mancate rivalutazioni dal 2012 comportano perdite fino a 200 mila euro per i dirigenti. La confederazione chiede di cancellare l'articolo 55 della Manovra.
In calce gli articoli cartacei del Corriere, La Repubblica e Quotidiano Energia.









L'articolo sicuramente interesserà i nonni, fa parte del numero zero di un Osservatorio sui media internazionali cui sta collaborando il nostro Giulio Carminati che lo ha segnalato. Il contenuto è indirizzato soprattutto ai NONNI in quanto il reportage mette in evidenza i pericoli per i bambini dei prodotti META (Facebook, Instagram, ecc.), pericoli che erano stati individuati 5 anni fa da Frances Haugen. 













